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Dal Dps al Gdpr (General Data Protection Regulation ): il nuovo Modello Organizzativo sul Trattamento dei Dati – Regolamento Europeo Privacy Ue 2016/679

Il 4 maggio 2016, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUUE) i testi del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. 
Si tratta del passaggio finale per l'entrata in vigore del nuovo "Pacchetto protezione dati", l'insieme normativo che definisce un quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell'UE.
Il regolamento è entrato in vigore il 24 maggio 2016 ma troverà applicazione negli Stati solo alla data del 25 maggio 2018 : le imprese e le pubbliche amministrazioni hanno pertanto due anni (un periodo di tempo congruo ma non troppo ampio) per organizzarsi e adeguarsi alle nuove regole. Il che non significa che automaticamente verrà abrogato il nostro D.lgs 196/2003, quindi almeno per un po’ di tempo le due norme convivranno.
E’ opportuno quindi mantenere attivo il DPS e verificare almeno una volta l'anno che i requisiti richiesti dalla normativa ( lettere di incarico ai responsabili dei trattamenti, archiviazione dei documenti contenenti dati sensibili, salvataggi costanti e protetti, rotazione delle password …) siano rispettati redigendo un rapporto dettagliato a disposizione degli organi di controllo.
Essenzialmente il GDPR univoca il mondo della Privacy (trattamento e protezione dei dati personali) con quello della Sicurezza Informatica (ICT-SEC).

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Incentivi per impianti di allarme e di videosorveglianza

A chi sta pensando di installare un nuovo sistema di allarme antintrusione o di Videosorveglianza, fa comodo sapere che sono stati prolungati gli incentivi fiscali per realizzare interventi di sicurezza sulla propria abitazione. Infatti nel caso di lavori di ristrutturazione edilizia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, si può usufruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 50%.

Nel dettagli si tratta di una detrazione per "interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi". Quindi, qualsiasi sistema che serva per prevenire il compimento di reati contro beni di proprietà o persone: furto, aggressione, sequestro di persona.

Questi incentivi, presenti nella legge di stabilità del 2017, vanno a finanziare le spese da sostenere per realizzare sistemi di allarme antintrusione e di Videosorveglianza sull'edificio. 

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Agevolazioni Allarmi e Videosorveglianza scopriamole insieme

Bonus Fiscale 2017 per le ristrutturazioni edilizie e Sistemi di Sicurezza

La Legge di Stabilità 2017(1) ha prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie(2), con raddoppio da 48.000 a 96.000 euro dell’ammontare complessivo delle spese detraibili per unità immobiliare, nella misura del 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 fino al 31.12.2017.

Il bonus opera sotto forma di detrazione dall’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni negli edifici residenziali(3).

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Videosorveglianza e Autorizzazioni

Videosorveglianza, privacy e autorizzazioni: Cosa fare?

L’art. 4 della Legge 300/70 (Statuto del Lavoratori) pone il DIVIETO dell’uso di impianti audiovisivi e di altri apparecchi che abbiano la finalità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, ad eccezione dei casi giustificati da esigenze organizzative, produttive o di sicurezza. Da settembre 2015 le finalità del controllo a distanza dell’attività lavorativa possono essere anche per “tutela e difesa del patrimonio aziendale” .

In questi casi è possibile installare gli impianti in oggetto a condizione che vi sia un accordo preventivo con le Rappresentanze sindacali. Se ciò non è possibile, il Datore di Lavoro deve richiedere una specifica Autorizzazione alla Direzione Provinciale del Lavoro della provincia nella quale ha sede l’unità produttiva interessata all’installazione.
La Direzione Provinciale del Lavoro, al fine del rilascio della propria autorizzazione, dovrà provvedere a svolgere un sopralluogo per verificare, in particolare, se l’angolo di ripresa delle telecamere sia o meno compatibile con il divieto sancito dall’art. 4 della legge n. 300/1970 ed eventualmente indicherà le prescrizioni da osservare.

Sono soggetti alla richiesta di Autorizzazione tutte le imprese che hanno un impianto di videosorveglianza con registrazione e/o visione delle immagini.

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Telecamere Spente: è reato

Privacy e Telecamere nei luoghi di lavoro: è reato anche se le telecamere sono spente.

L’utilizzo di telecamere nei luoghi di lavoro è tutelato dallo statuto dei lavoratori e dalle norme sul rispetto della Privacy. Ciò che a nostro avviso ha segnato un punto di svolta è la sentenza della Corte di Cassazione nr. 4331 del 12.11.2013, depositata il 30.01.2014. Tale sentenza in poche parole non esonera il titolare dagli adempimenti normativi richiesti nemmeno se l’impianto è spento. La norma infatti sanziona il titolare che non ha richiesto formale autorizzazione per l’installazione di telecamere nel luogo di lavoro anche ad impianto spento.

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Analisi dei Rischi Informatici

Effettuiamo presso la vostra sede, un servizio altamente specializzato di Analisi dei Rischi Informatici nella vostra Azienda. 

L’analisi dei rischi informatici è da considerarsi un valore aggiunto per la tutela della salute dei lavori, sia essa legata allo stress lavorativo dovuto all'utilizzo di macchine non idonee al carico di lavoro, sia essa legata alla loro salute fisica. In merito al primo fattore grazie all'analisi dei rischi, sarà possibile evidenziare criticità singole ( macchine con memoria insufficiente, spazio quasi esaurito, gravi problemi di stabilità, processi che si avviano in automatico e rallentano il lavoro ...) per le quali si auspica un intervento a breve termine ; per il secondo fattore sarà possibile escludere anomalie nelle schede grafiche dei computer aziendali che pregiudicano lo stato dei monitor, in osservanza alle norme previste dal Decreto Legislativo 81/08 che coinvolgono anche le attività che prevedono l’uso di attrezzature munite di videoterminali.

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La Policy sulla Sicurezza Informatica

Lo sapevate che usare una password di un collega in azienda non è una violazione della Privacy se è divenuto un comportamento conforme ad una prassi aziendale, ovvero se l'azienda non ha provveduto a redigere e comunicare ai suoi dipendenti la Policy sulla Sicurezza Informatica ?

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 4258 del 16 marzo 2012, in cui la stessa dichiara illegittimo il licenziamento di una dirigente accusata di aver utilizzato la password altrui per accedere al sistema aziendale. La Suprema Corte, infatti, ha accolto le giustificazioni addotte dalla lavoratrice secondo cui la ripetuta utilizzazione di una password altrui era giustificata da esigenze connesse con lo svolgimento del proprio lavoro e di quello degli altri suoi colleghi ed era divenuto un comportamento compiuto da molti come "prassi aziendale". I Giudici hanno considerato decisivo per il rigetto del ricorso presentato dalla società ricorrente il fatto che tale comportamento attuato dalla dipendente fosse effettivamente conforme a una prassi aziendale e non fosse vietato da alcun codice di comportamento o Policy sulla Sicurezza Informatica che dovrebbe invece essere fornita ai dipendenti al momento della loro assunzione.

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